AgriCulture

Rionero in Vulture, Potenza

2023

Nuovo hub di ricerca e formazione e centro agricolo sperimentale dimostrativo

L’origine di Monticchio Bagni è fortemente legata a due elementi: l’acqua ed il territorio vulcanico, il borgo nasce infatti alle pendici del Monte Vulture e deve la sua fama alla produzione di acque minerali.

Il sito individuato rappresenta inoltre un punto nevralgico nelle connessioni interne al parco, affiancando la ex strada statale 167 che lega la riserva regionale dei laghi di origine vulcanica di Monticchio al borgo storico. Dall’analisi dell’area, emerge istantaneamente la necessità di riconnettere due edifici fondamentali, il centro visitatori posto all’ingresso del borgo, e Casa Bramea, nuovo polo residenziale per studenti e ricercatori.

TEAM

TP di Natalizi Giuseppe, Alessandro Moriconi

LUOGO

Rionero in Vulture, Potenza

DATA

2023

STATO

Idea

Le facciate vetrate sono poste nelle pareti fiancheggianti il percorso pedonale, così da ottenere un’illuminazione naturale indiretta.

L’obiettivo progettuale è la determinazione di un fulcro attrattivo in grado sia di accogliere turisti, fornire spazi adeguati e stimolanti per ricercatori e stabilire un dialogo con la comunità locale, incitando nuove realtà e opportunità.

Le azioni attuate per il raggiungimento di un sistema uomo-ambiente sostenibile, riguardano l’uso di materiali locali, la ventilazione naturale degli ambienti, la protezione dall’irraggiamento solare e la raccolta delle acque meteoriche tramite serbatoi di accumulo, mirando inoltre alla riduzione del “carbon footprint”.

Esternamente, nell’area più soleggiata, la piantumazione di vigneti e uliveti percorribili, dà vita ad un parco botanico di nuova invenzione, assicurando uno studio diretto dei prodotti tipici all’interno del polo agricolo, e favorendo inoltre lo sviluppo di economie circolari.

Il nuovo polo sperimentale rappresenta un prototipo per lo sviluppo di attività che hanno segnato la storia del paese, congiungendo tecniche innovative e tradizioni generazionali.

Dall’esterno appare al visitatore come una formazione rocciosa millenaria, insinuandosi tra le gole scopre però un nucleo attivo, volto alla ricerca e alla formazione.

Il progetto lega strategie urbanistiche mirate, all’eredità rurale della regione, dove edificio e natura si fondono in un ecosistema integrato.

Il tracciato dei nuovi sentieri all’interno dell’area verde, delinea la sagoma delle nuove volumetrie, che emergono dal terreno come placche rocciose frastagliate.

La nuova struttura, nata dall’intersezione di percorsi strategici, si fonde con il contesto senza nascondersi.

La copertura in lastre di pietra lavica richiama le pareti rocciose di tufo vulcanico nero tipico dell’area, mentre i tagli che dividono i tre volumi ricordano il processo erosivo dei corsi d’acqua nativi.

I tre corpi ospitano rispettivamente l’auditorium, laboratori di ricerca enologici ed oleotecnici ed aule multifunzionali per corsi formativi, adattabili alle diverse esigenze grazie a pannelli scorrevoli.

La struttura X-lam dell’edificio, oltre a soddisfare i requisiti di sostenibilità ambientale, dialoga cromaticamente con il rivestimento parietale esterno in legno carbonizzato, un’alternativa ecologica ai prodotti sintetici solitamente necessari per garantire la durabilità del materiale, aumentandone anche gli effetti protettivi.