UPstair
Montegiorgio, Fermo
2023
Riqualificazione ex edificio comunale di Montegiorgio
Il complesso dell’ex Chiesa di San Francesco racchiude al suo interno due differenti interventi: il consolidamento e restauro della chiesa e la ricostruzione dell’edificio ex sede municipale.
TEAM
ACALE, TP di Natalizi Giuseppe, Alessandro Moriconi
LUOGO
Montegiorgio, Fermo
DATA
2023
STATO
Idea
Il complesso edilizio oggi esistente è collocato sul punto più alto di Montegiorgio, dove originariamente è nato il primo insediamento del paese. Si ha notizia di un preesistente convento annesso alla chiesa, del quale tuttavia non vi sono più tracce della sua generale articolazione; resta lo scalone abbellito con gli affreschi del Panfili.
Da questo sito si gode di una vista di rara bellezza sulle vallate e i monti circostanti; il costruito esistente è visibile da tutto il circondario e, quindi, è un elemento riconoscibile e di riferimento per la collettività. La proposta progettuale propone di conservare il ruolo identitario del complesso, la chiesa e lo scalone, liberandolo dagli interventi successivi che si sono addossati.
Si vuole inoltre potenziare l’esistente belvedere, rendendolo un fulcro attrattivo per la città. Il progetto prevede la demolizione della sede comunale ad eccezione del primo piano seminterrato, che verrà ripristinato e riqualificato mantenendo al suo interno la funzione di archivio comunale e inserendo nuovi spazi per uffici e impianti. Su questa base edilizia è prevista l’edificazione dei nuovi volumi, i quali saranno utilizzati per sale di interesse comunale, per associazioni locali, per fini espositivi e di ritrovo della collettività.
L’idea progettuale nasce dal sollevamento dell’estremo est dell’area di impronta dell’originario municipio. Questo punto è più distante dalla chiesa e dallo scalone e quindi li lascia visibili in modo quasi completo.
Questo sollevamento dà origine a un edificio-piazza percorribile sulla sua sommità, da cui si potrà godere maggiormente della vista del territorio circostante. La copertura dei nuovi ambienti si inserisce in un anello connettivo pedonale accessibile da due lati, la sommità ospita infine un piccolo bar.
La sagoma in pianta del nuovo edificio ripercorre quello che poteva essere il tracciato del vecchio convento, ma degradando in altezza all’avvicinarsi alla chiesa. Il volume sottostante la copertura attrezzata sarà perimetrato da vetrate e dalle pilastrate di sostegno, queste ultime opportunamente coibentate e orientate in modo da frangere il sole incidente. Il risultato è l’alternanza ritmica di elementi verticali e vetrate anche loro orientate per garantire un’illuminazione diffusa ma evitando l’esposizione diretta all’irraggiamento solare nelle ore maggiormente calde.
Nel volume sottostante questi ambienti, la cosiddetta base sede di archivi ed ex carceri, si prevede di realizzare una tessitura esterna in laterizio del tipo a gelosia e, quindi, con alternanze disegnate di pieni e vuoti attraverso i quali far filtrare la luce e l’areazione dei locali impianti: la maglia della gelosia sarà più o meno rarefatta a seconda delle esigenze. La memoria del convento viene fatta rivivere tramite la riqualificazione della corte e l’inserimento di una quinta a verde.






